Paolo Giuntella


Paolo Giuntella

( Roma, 05 -10 – 1946  Roma, 22 – 05 – 2008 )  giornalista e scrittore, è stato dal 1999 l’inviato Rai del Tg1 al seguito del presidente della Repubblica. Da quasi dieci anni era il quirinalista del telegiornale di Raiuno. Un incarico a cui era arrivato dopo essere entrato in Rai nel 1980 e aver coordinato Speciale Tg1 e Tv7. Giuntella si era fatto conoscere al grande pubblico negli anni in cui ricopriva il ruolo di inviato speciale. Con professionalità fuori dal comune il giornalista romano ha raccontato i periodi di crisi in Irlanda e in Albania; la guerra in Kosovo, dove salvò la vita a un disabile rimasto intrappolato in una casa incendiata e non soccorso per motivi etnici dai vicini; la grave emergenza terremoto in Umbria e Marche nel 1997.

I primi passi nel giornalismo Giuntella li aveva mossi nella carta stampata. Dopo la laurea in lettere moderne ha curato le pagine culturali di riviste e quotidiani come Il MattinoIl PopoloAvvenire e Appunti di cultura e politica. Poi il grande passo nel mondo della televisione con l’approdo al Tg1.

Il suo amore per questa professione ha fatto sì che continuasse fino all’ultimo, seppur provato dalla malattia, ad andare in video. E sempre per amore del giornalismo Giuntella si è battuto per la libertà e la correttezza dell’informazione nel rispetto dei diritti del lettore. Fu, infatti, tra i fondatori del Gruppo Fiesole, un’assemblea di professionisti della comunicazione che si pone come osservatorio sulla correttezza, appunto, e la veridicità della notizia, specie in un’epoca di grandi conflitti di interesse.

Il rispetto per il prossimo è stato uno dei punti cardine del percorso umano e professionale di Paolo Giuntella. Una sensibilità figlia del suo grande impegno nell’associazionismo cattolico, che ne hanno fatto esponente della FUCI e, qualche anno prima, uno degli Angeli del Fango, nome con cui passò alla storia quel gruppo di volontari, perlopiù ventenni, che si impegnò nei soccorsi ai tempi dell’alluvione di Firenze. Era il 1966.

Tredici anni dopo Giuntella fondò la Rosa Bianca, un’associazione di stampo cattolico orientata a sinistra che ha come obiettivo l’educazione alla politica e alla democrazia e si ispira a un gruppo di studenti antinazisti vissuti ai tempi del Terzo Reich.

In pochi sanno che ai nazifascisti si oppose anche il padre del giornalista, il professor Vittorio Emanuele Giuntella. Nel 1943 era tenente degli alpini e finì nei campi di concentramento per aver rifiutato di rimanere al loro servizio dopo l’8 settembre.

Paolo Giuntella lascia la moglie e tre figli. Emblematico il ricordo di Walter Veltroni: «Era una voce importante, ci mancherà».

Dalla Congregazione
Provincia Italiana Settentrionale (IS) – Parrocchia di Cristo Re

In preparazione e quasi a preludio alle giornate della Beatificazione di P. Dehon che ci vedranno riuniti in questa nostra parrocchia sabato 23 aprile per la veglia di preghiera e lunedì 25 aprile per la s. Messa di ringraziamento, è stata programmata per il pomeriggio di domenica 13 marzo una conferenza su “La basilica di Cristo Re – tempio della pace, voluto da padre Dehon, e sulle devozioni e il clima spirituale ai tempi di padre Dehon”.
I noti giornalisti dott. Pio Cerocchi e dott. Paolo Giuntella, parrocchiani, hanno illustrato ad un pubblico attento, tra cui il P. Generale e alcuni rappresentanti del Consiglio e del Collegio, le tematiche proposte e la storia del quartiere denominato “Della Vittoria” auspicando che possa essere rinominato “Quartiere della Pace” attorno alla basilica dehoniana di Cristo Re e nello spirito di Padre Dehon.