Consiglio Pastorale

Anno 2015

P1010068CONSIGLIO PASTORALE. Si ricorda già fin d’ora che il prossimo consiglio pastorale è convocato per martedi 21 aprile, 2015 ore 20.45.

Anno 2014

CONSIGLIO PASTORALE. Martedi 14  ottobre,  ore 20.45
Verbale dell ‘ultimo consiglio pastorale

Il consiglio pastorale si riunisce, per la prima volta dopo la pausa estiva, martedì 14 ottobre 2014, alle ore 20.45. Sono presenti: p. Angelo, p. Gianni, p. Stefano, fr. Abbondio, sr. Maria Grazia, sr. Marionilla, Piero Perucci, Giandomenico Mortara, Mario d’Errico, Francesca Masone, Domenico Memmola, Gaetano Pulvirenti, Federica Gresele, Andrea Eliseo, Michele Messina.

Si aprono i lavori, come di consueto, con la recita di Compieta.

All’o.d.g. sono previsti i seguenti argomenti: 1) il convegno ecclesiale diocesano (comunicazione di p. Angelo, 2) il sinodo episcopale incorso sulle sfide della famiglia (comunicazione di p. Stefano), 3) il corso di formazione per catechisti (nuovi e non), 4) la festa di Cristo Re, 5) varie ed eventuali.

1)      Il convegno ecclesiale diocesano. P. Angelo distribuisce e illustra una breve sintesi della relazione sul convegno ecclesiale diocesano, tenuta dal Cardinal vicario, il 15 settembre, in San Giovanni in Laterano; al mattino ha incontrato i parroci e viceparroci e nel tardo pomeriggio i catechisti e gli operatori pastorali di tutta la diocesi di Roma. Da alcuni anni la nostra diocesi si sta interrogando sul tema dell’iniziazione cristiana che, come ha ribadito il card, vicario, «non è la preparazione ai sacramenti, bensì la vita cristiana attraverso i sacramenti» (soprattutto dell’eucaristia e della cresima). I due anni di preparazione alla prima comunione e alla cresima non servono solo per apprendere delle nozioni catechistiche; sono soprattutto finalizzate ai aiutare i nostri ragazzi/adolescenti a conoscere e ad incontrare soprattutto una persona: quella del Signore Gesù. Un’ora settimanale di catechismo, non può bastare. Sono indispensabili altri momenti formativi, come la messa domenicale e concrete esperienze di gruppo e testimonianze di vita vissuta cristianamente. Solo in questo modo si può sperare di arginare, almeno in parte, l’abbandono di ogni impegno di formazione cristiana soprattutto dopo la cresima. Nella diocesi di Roma gli abbandoni dopo la cresima, ha ricordato il Cardinal vicario, si aggirano sul 30%.

2)     Il sinodo episcopale sulle sfide della famiglia Da quasi due settimane è iniziato il sinodo episcopale sulle sfide della famiglia oggi. Trattandosi di un evento ecclesiale particolarmente importante, anche se i lavori (e le più diverse interpretazioni fomite dalla stampa) sono in pieno svolgimento, è sembrato opportuno fare una breve riflessione anche in consiglio pastorale. P. Stefano, introduce il tema illustrando le modalità organizzative, le finalità e i temi principali e più “dibattuti” di questo sinodo a cui ne seguirà un secondo, sempre sulla famiglia, nel 2015; soprattutto ha cercato di chiarire le prospettive teologiche di fondo sulle quali i padri smodali stanno motivando i loro interventi anche nel senso di una piena apertura alla realtà e alle difficoltà del tempo presente. In alcuni brevi interventi seguiti all’esposizione di p. Stefano si è ribadito quanto sia importante affrontare questi argomenti anche in un consiglio pastorale, data la rilevanza, l’attualità e la problematicità dei temi trattati.

3)             Scuola per catechisti. Da tempo si sentiva la necessità di una scuola di formazione dei catechisti di cui aveva ampiamente parlato il Cardinal vicario nella sua relazione. Anche per facilitare l’organizzazione di questi corsi, da più parti in diocesi ci si sta muovendo a livello di prefettura. E’ il caso anche delle nove parrocchie della nostra XXXII prefettura. Proprio mercoledì 15 ottobre, e cioè all’indomani della riunione del nostro consiglio pastorale, presso la parrocchia di S. Lucia prenderà il via uno di questi corsi di formazione dei catechisti. E’ sicuramente ima buona notizia, per noi, il fatto che una decina di catechisti (compreso qualche volto nuovo) della nostra parrocchia abbiano dato la loro adesione. Si tratta di due incontri mensili, animati da relatori molto qualificati. Sono previsti anche dei laboratori in cui coinvolgere più direttamente catechisti stessi. Prima di passare all’argomento successivo, p. Angelo dà lettura di un pro-memoria (sul lavoro del consiglio pastorale) di Maurizio Meloni, assente giustificato.

4)     Festa di Cristo Re. Solitamente la vigilia di Cristo Re era prevista l’amministrazione del sacramento della cresima ai nostri adolescenti del secondo anno di preparazione. A causa degli impegni di p. Stefano (principale responsabile della formazione dei neo­cresimandi), le cresime verranno anticipate a sabato 15 novembre, alle ore 18.30, e saranno amministrate dal vescovo mons. Giorgio Corbellini. La festa di Cristo Re, quest’anno, cade il 23 novembre; come sempre, chiude il tempo liturgico ordinario. La domenica succesiva, infatti, inizierà l’Avvento. In prossimità della festa, verrà fatto un triduo di preparazione spirituale (dalle 18.00 alle 19.00, prima della celebrazione eucaristica). Gli orari delle messe feriali e festive sono i soliti. La celebrazione eucaristica della vigilia, sarà preceduta dal canto dei vespri e verrà poi animata, con l’aiuto di alcuni cantori, con brani in gregoriano, gli stessi cantori che nel pomeriggio della festa di Cristo Re, in cripta, terranno un concerto. La messa delle 10.30, presieduta da p. Gianni, sarà, come sempre, la messa delle famiglie (seguita, sul campo, da una caccia al tesoro per adulti e bambini). La celebrazione eucaristica delle ore 12.00 sarà presieduta dal superiore generale dei dehoniani, p. Ornellas Carvalho. Trattandosi della festa “patronale” sarebbe opportuno che in tale occasione, ci fosse la presenza del consiglio pastorale e di tutti gli operatori pastorali della nostra parrocchiali.

5)     Varie ed eventuali. Solitamente la sera della festa di Cristo Re era prevista una cena comunitaria. Da più parti è stato chiesto, per varie ragioni, di poterla sostituire con il pranzo comunitario. Quest’anno verrà introdotta questa variante. Finita la messa di mezzogiorno, perciò, si proseguirà con il pranzo per il quale sarà necessario prenotarsi (10 €). Nel corso del pranzo verrò effettuata anche l’estrazione dei biglietti della lotteria.    A livello organizzativo è stata predisposta una mailing- list per coordinare e coinvolgere più persone a garanzia di una migliore riuscita della festa patronale che, anche se non sembra, è particolarmente impegnativa. Già fin d’ora un ringraziamento anticipato a quanti collaboreranno alla preparazione dell’evento.

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CONSIGLIO PASTORALE. Martedi 27 maggio, ore 20.45, è convocato il consiglio pastorale parrocchiale. All’ordine del giorno: documento del Card. Vicario per il convegno pastorale diocesano del nuovo anno.

CONSIGLIO PASTORALE. Il consiglio pastorale è confermato per martedi 25 febbraio. Tutti i gruppi parrocchiali, coordinati da Federica Gresele, sono pregati di compilare per tempo l’apposita scheda che verrà presentata e discussa in consiglio.

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Anno 2013COME PRESIEDERE IL CONSIGLIO PASTORALE

Martedi prossimo, 13 dicembre, si riunirà il nostro consiglio pastorale. Sulla base dí un testo apparso recentemente sulla rivista del Centro Dehoniano, “Settimana” (42/2011), proveremo a confrontarci sul tema: “Come presiedere il consiglio pastorale”. Se i primi destinatari del testo sono i parroci, sono certo, però, che il contenuto non può non interessare anche tutti i membri di un consiglio pastorale. Senza “fare le ore piccole” (un consiglio pastorale, si legge ne! testo, “non può durare troppo a lungo!”), la riflessione comune verterà su alcuni punti in particolare.

  1. Creare il clima. E’ importante, anzitutto, metterci in ascolto della Parola per riuscire a individuare le strade verso cui il Signore ci guida. Sarà tanto più facile quanto più sapremo “metterci in gioco” e chiamare in causa la nostra personale esperienza di fede.
  2. Rischi da evitare. Per poter arrivare a delle auspicabili scelte concrete (poche ma buone!) vanno evitati due rischi opposti: quello, anzitutto, di discutere sempre e solo dei massimi sistemi (anche teologici e pastorali), e poi quello di occupare tutto il tempo limitandosi a contrattare il prezzo delle salamelle e dei biglietti della lotteria per la festa patronale.
  3. Il fine. Non essendo un consiglio di amministrazione o un incontro di condominio, ii consiglio pastorale dovrebbe essere il luogo dove parlarsi con molta franchezza e sincerità, pensando al bene possibile qui e ora e individuando alcune necessarie priorità.

  4. Chi decide? Solo il parroco? Potrebbe anche essere, ma solo dopo aver ascoltato “tutte le parole precedenti fino alla penultima con libertà e senza prevenzioni”. Invece di chiedersi, allora, “chi decide”, andrebbe posta un’altra domanda: “Come una comunità può e deve prendere insieme delle decisioni?”.
  5. Individuazione dei candidati. L’attuale consiglio pastorale, come avviene un po’ ovunque, è composto soprattutto dai rappresentanti dei gruppi e delle realtà parrocchiali. E’ un criterio importante, ma non dovrebbe essere l’unico. Prima ancora di “rappresentare” qualcuno, i consiglieri dovrebbero essere dei “cristiani comuni” che vivono la fede con le fatiche e le gioie di tutti, tenendo fisso lo sguardo sul bene di tutta la comunità cristiana. L’eventuale presenza di qualche persona non pienamente “allineata”, potrebbe favorire opportune sensibilità diverse. Il rischio dell’autoreferenzialità anche di un organismo ecclesiale di partecipazione come un consiglio pastorale, purtroppo, al di là delle buone intenzioni, è sempre dietro l’angolo. Forse è il caso di ricordarcelo (p. Angelo